La situazione permane

La situazione permane
So che queste poche righe di seguito, ai più non saranno gradite, ma è innegabile l'apporto dato scevro da ogni convincimento personale di ognuno di noi, che questi due uomini hanno dato per l'emancipazione delle classi più deboli e del lavoro in generale. Dunque, il pensiero politico di Marx e quello di Engels, così intimamente connessi, si vennero precisando, inizialmente, nell’ambito della tematica culturale propria della cosiddetta sinistra hegeliana e in seguito sulla base della considerazione dei problemi politici e sociali, quali erano stati individuati nell’esperienza politica inglese e francese fra il 1815 e il 1840.
 
In questa prospettiva i due autori espressero con le loro opere, e con le conclusioni cui pervennero, una delle sintesi più efficaci del pensiero politico sociale dell’ottocento nei suoi aspetti più vivi ed interessanti: isolare il pensiero politico marxiano ed engelsiano dal vivo contesto della grande cultura europea dell’ottocento significa perderne o misconoscerne l’impegno più profondo, volto ad esprimere una dimensione più autentica e più compiuta dell’uomo: in questa prospettiva Engels ricorda “ il proletariato tedesco è l’erede della filosofia classica tedesca” il movimento di liberazione della classe oppressa non può che accogliere, che far sua questa grande cultura acquisire cioè la sensibilità, la capacità critica, la finezza intellettuale che le sono proprie.
 
In definitiva. L’opera di Marx e quella di Engels non si spiegano, nella loro autentica tensione, senza questo preciso ideale di cultura, al quale Marx dedicò tutta la vita, con una fermezza ed una passione assolute, che lo mantennero fedele al suo programma di comprendere l’intima struttura della società del suo tempo anche in situazioni particolarmente drammatiche: quando l’indigenza e la stretta dei bisogni più elementari avrebbero potuto allontanarlo dal suo impegno di studio, la sua risposta fu decisa : “Non sono una macchina per fare denaro”. Ora mi domando quanti saprebbero fare lo stesso? Mutate le cose che devono mutare, non è forse vero che ad oggi continua da esserci la dicotomia lavoro e capitale (ad oggi solo finanziario)? E che tra i due elementi il lavoro rappresenta la parte più debole?
 
E non è forse vero che permanendo tale dualità, ciò che si determina in maniera esponenziale è che la ricchezza si concentra sempre più nelle mani di pochi? Non è forse necessario che gli aspetti decisionali e gestionali economici vedano coinvolti in maniera strutturata i lavoratori?
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